Citazione
Dio mi guardi dalla perfezione, il peggior genere letterario che esista.
Léautaud, Paul

Fantasy Eydor

Idetikit del personaggio


Ti è mai capitato di creare un personaggio? Immagino di sì. Ora, voglio proporti qualcosa per metterli alla prova per vedere se saranno utili alla tua storia. Per questo è utile farsi qualche domanda.

Anima-Beyond Fantasy- Fanart16, di duVallon
Come sarebbe il passaporto del tuo personaggio se ne possedesse uno?

La bussola per creare un buon personaggio deve puntare a conflitto e cambiamento.
Ogni volta che dai a un personaggio una nuova caratteristica è opportuno chiedersi: questo elemento aumenterà il conflitto del personaggio? O almeno lo spingerà a cambiare?

Bene, non c'è bisogno di sapere altro.

Conosci la storia delle sirene?

Le sirene sono esseri mitologici. Possono esaudire i desideri e incantano gli uomini che si gettano in mare.
Perfino Ulisse si era fatto incatenare all’albero della sua nave per non cadere in tentazione. Ora, mentre continui a leggere queste parole, prova a immaginare di essere in un cinema. Le luci si spengono lentamente e, lentamente, si apre il sipario. Mentre rimani comodamente seduto sulla tua poltrona puoi sentire il velluto sotto le tue mani. Lo schienale dietro la tua schiena è morbido…e lentamente appare un film sul grande schermo di fronte a te.

Siren, ©2007-2009 GENZOMAN
La prova delle sirene abbatterà i personaggi indegni di entrare nella fiction e temprerà i meritevoli

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Puoi vedere l’immagine a colori del personaggio che stai creando. Senti i suoi vestiti che si agitano al vento e quando lo osservi noti che è legato a un palo, si agita mentre cerca di liberarsi. Vedi gli spruzzi delle onde che salgono sul ponte della nave. Più ti concentri più riesci a sentire il rumore della pioggia oltre il boato delle onde che si infrangono. Mentre continui a osservare, comodo sulla tua sedia, inizi a sentire il canto delle sirene che voglio attirarlo lontano.

Lo vedi di fronte a te, sai che le sirene stanno risvegliano in lui il suo più profondo desiderio.

L'obiettivo: cosa vuole il personaggio che stai creando?

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Perché il suo desiderio venga esaudito il personaggio però deve fare un’offerta.

Cosa NON sarebbe mai disposto a fare per raggiungere i suoi obiettivi? Cosa non sacrificherebbe mai?

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Ma le sirene sono furbe, e sanno come fare a colpirlo.

Qual è la più grande debolezza del tuo personaggio?

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Il tuo personaggio però può superare questo ostacolo grazie a una sua qualità.

Qual è il punto di forza del tuo personaggio?

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Adesso, quando il film continua le sirene sono state superate. Alla scena successiva, puoi vedere il personaggio mentre sta camminando sulla spiaggia
Il cielo è azzurro ed è separato dal blu del mare, riesci a sentire il rumore dei gabbiani proprio mentre il personaggio guarda preoccupato di fronte a sé.

Qual è il problema che non è in grado di affrontare? E perché questo problema lo fa soffrire?

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Subito dopo il personaggio va a scavare sotto a un albero e trova uno scrigno nascosto, prima di aprirlo controlla intorno a sé.

Qual è il segreto più intimo nascosto dal tuo personaggio?

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Oltre al segreto nello scrigno c’è uno specchio.

Chi è il tuo personaggio?

Se dovesse rispondere come si autodefinirebbe?

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Se invece lo chiedessi a un suo amico, cosa direbbe di lui?

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E se lo chiedessi a un suo nemico?

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Continuando a cercare estrae dallo scrigno una foto con delle persone, osservale, sono le persone che lo hanno accompagnato e i luoghi dove ha passato il suo tempo.

Chi sono le persone a cui il personaggio vuole bene?

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Chi sono le persone che il personaggio odia?

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Con chi di loro passa più tempo e perché?

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Qual è la classe sociale del personaggio? Come ha influito sulla sua vita?

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Dopo averli guardati per un istante il personaggio scorre altre foto di eventi passati.

Qual è l’evento più significativo che lo ha fatto diventare ciò che è? E come mai?

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Qual è il suo momento preferito nella routine quotidiana? E quale invece quello più odiato?

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Il personaggio rimette le foto a posto, richiude lo scrigno, si volta per partire.

Cosa spinge il tuo personaggio ad abbandonare la sua zona di comfort per intraprendere la storia?

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Il personaggio a questo punto si siede a meditare e ripensa ai suoi valori.

Quali sono i 3 valori principali del tuo personaggio? Aggiungi una frase per spiegarli.

(Es. Giustizia: il personaggio da la caccia ai criminali per portarli di fronte a un tribunale)
(ma anche: Giustizia: il personaggio vuole vendicare un torto subito)

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Prendi pure tutto il tempo che vuoi e ora, quando hai finito puoi uscire dal cinema e tornare felice di aver conosciuto il tuo personaggio.

Siren, © 2007-2009 FrozenStarRo
Non tutti i personaggi riescono a superare la prova delle sirene... se noti che il tuo personaggio non funziona abbi coraggio. Sbarazzatene e creane uno migliore.

Se questo metodo non funziona o ti distrae puoi semplicemente immaginare di essere insieme al tuo personaggio nel luogo che preferisci.
A quel punto fai le domande al personaggio e lascia che lui o lei ti risponda con la sua voce. Un esercizio interessante potrebbe essere scrivere una conversazione tra te e il tuo personaggio.

Se il metodo ti piace particolarmente puoi scendere ancora più a fondo e fargli tutte le domande che vuoi… come ad esempio: “Quali sono i due ultimi libri che hai letto?” o “Che musica ascolti di solito?”, “Dove hai imparato le cose che sai?”, "Di cosa hai paura?", "Cosa ti rende felice?", "Cosa ti rende triste?"

Se vuoi stamparle ti allego una copia in formato pdf delle domande riordinate seguendo le teorie sui livelli di pensiero proposte da Robert Dilts. A proposito, hai emule o un altro sistema di condivisione file? Se si condividi pure il file, mi fai un piacere.
Inoltre fammi sapere se ti vengono in mente altre domande da aggiungere.


Approfondimenti:
Critical Character Component (english), di Holly Lisle: questo link porta direttamente a un file pdf del sito HowThinkSideways. Holly presenta altre domande a cui puoi sottoporre il personaggio.

Credits:
duVallon:
autrice dell'immagine Anima-Beyond Fantasy- Fanart16 è proprietaria del rispettivo copyright. L'opera in questo articolo è stata utilizzata con il suo consenso.
GENZOMAN: autore dell'immagine Siren (quella con la sirena bionda) è proprietario del rispettivo copyright. L'opera in questo articolo è stata utilizzata con il suo consenso.
FrozenStarRo: autore dell'immagine Siren (quella con lo scoglio in mezzo al mare) è proprietario del rispettivo copyright. L'opera in questo articolo è stata utilizzata con il suo consenso.

 

Copia i maestri


La razza umana domina il mondo per un semplice motivo: le nostre conoscenze si tramandano di generazione in generazione e CRESCONO CON IL PASSARE DEI SECOLI.

Esistono molte credenze errate riguardo all’arte.
Giusto per citarne una: gli autori creano qualcosa di nuovo dal nulla.
Molte persone pensano che il talento sia un elemento innato. O ce l’hai e allora puoi fare quello che vuoi e non ti serve nulla o non ce l’hai e sei fregato.
Studiare i grandi maestri non serve perché copiare deliberatamente è MALE.

Niente di più sbagliato.
Prendiamo Leonardo a Vinci, Michelangelo, Raffaello e tutti gli altri maestri del rinascimento… secondo te si sono svegliati un giorno e hanno iniziato a creare opere incredibili?

Ovviamente no. All’inizio, per apprendere, HANNO COPIATO i maestri.
Basta guardare su wikipedia per leggere che i ritratti di Raffaello "non si conoscevano dagli originali del maestro".
oppure... Leonardo da Vinci studiò a lungo la prospettiva prima di svilupparla con nuovi metodi.
Non la ha creata dal nulla.

Se non copiassimo dovremmo ripartire sempre da capo da capo…

Vogliamo cambiare campo? Parliamo di Elvis Presley.
Elvis ha tratto il rock dal Rhythm and Blues e dal country. Ha imparato da chi lo ha preceduto…

Public domain: di James Boyle

Through all these layers of musical borrowing and reference, at least in the twentieth century in the United States, runs the seam of race. When white musicians “borrowed” from soul to make “blue-eyed soul,” when Elvis took songs and styles from rhythm and blues and turned them into rockabilly, a process of racial cleansing went on. Styles were adapted but were cleansed of those elements thought inappropriate for a larger white audience. Generally, this involved cutting some of the rawer sensuality, removing racially specific verbal and musical references, and, for much of the century, cutting the African-American artists out of the profits in the process.

Elvis Presley
Se fosse nato nero oggi il rock esisterebbe?

Esiste una tecnica simile in PNL, si chiama Modellamento.
In pratica si tratta di prendere come esempio strategie comportamentali, convinzioni e valori di chi eccelle in un determinato campo d’attività.

Modellamento = emula i maestri per apprendere le loro tecniche

Si basa su qualcosa di semplice:

QUELLI CHE CI HANNO PRECEDUTO HANNO UN SACCO DA INSEGNARCI.

E alcuni di loro sono ancora vivi.

Emulare il prossimo ci viene perfettamente naturale, dentro di noi ci sono dei meccanismi che ci fanno copiare ciò che riteniamo utile.
Non ci credi?
Come fanno a imparare i bambini? Emulano i comportamenti degli adulti (talvolta pure quelli sbagliati).

Quindi non dobbiamo stare lì a lamentarci, ci sono perfino autori come Shakespeare che hanno preso spunto per creare opere come Romeo e Giulietta.

Eppure c’è qualcuno che ha paura di emulare il prossimo. Ha paura di non riuscire a mostrare la propria identità.
Non preoccuparti, non c’è nulla di più sbagliato. Qualsiasi cosa tu faccia la tua identità rimarrà: anche se prendi spunto da un maestro sarebbe molto difficile riuscire a eliminare la tua identità.

Con questo voglio dirti di copiare spudoratamente?
Be’, se sei all’inizio e vuoi creare un po’ di fan fiction va benissimo. Soprattutto se sei ancora giovane fallo senza porti problemi, è divertente e non c'è nulla di male.

Se invece non sei più in principiante magari è meglio provare a fare qualcosa di tuo. Non voglio rinnegare quello che ho detto nella lezione sui cliché: è importante creare una storia originale.

Quello che sarebbe utile apprendere è la tecnica dei maestri. I loro metodi di scrivere (come lo show don’t tell) e tutte le altre tecniche.

Obi Wan and Superman posing, by nathaninsandiego. Licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.0
Superman emula Obi-wan. Anche lui vuole diventare uno jedi.

Per fare una metafora con il disegno. Puoi utilizzare i metodi di un altro maestro SENZA usare il soggetto che ha ritratto, ma creandone uno nuovo e originale.

Si copia la tecnica per apprenderla… ma il contenuto devi mettercelo tu.

Appena avrai imparato le loro tecniche e saprai adottarle allora e SOLO ALLORA potrai inventarne di tue e sviluppare un tuo stile. Vedi anche questo articolo sull'apprendimento.

Ho tratto esempio dalle altre arti per farti comprendere l’universalità di questo concetto. In realtà questo sito è pieno di esempi su come i migliori storyliner abbiano modellato i loro predecessori. Ti basta leggere anche un solo articolo sul viaggio dell’eroe per comprenderlo.


Credits:
nathaninsandiego: autore della foto su flickr "Obi Wan and Superman posing". Licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.0

 

Il meglio di novembre 2009


Questo mese presenterò subito il meglio. Dato che non userò nessuna introduzione considero questo articolo un articolo BONUS. Cioè uno in più oltre al normale numero di articoli settimanali (che ripeto, questo mese potrebbero diminuire).

I 3 migliori articoli del mese

Intervista: Gamberetta: è stato l'articolo più letto. Nonostante questo ho ricevuto una mail in cui mi è stato detto che avrei potuto fare domande diverse. Anche la prossima intervista non sarà perfetta, ma farò domande migliori. Ci tengo a ricordare che qualsiasi tipo di feed back è non solo ben accetto, ma anche molto gradito.

Cinque modi per far ricordare un personaggio: l'articolo più commentato (pari con quello sulla bibliografia che però non è un vero e proprio articolo). Parlo degli elementi da fornire a un personaggio per imprimerlo nella memoria del pubblico.

La premise: l'anima della storia (avanzato): è la prima lezione meno facile (ma comunque semplice!), dove spiego come usare lo strumento "Premise" per modellare e migliorare una storia, eliminando tutte le parti non necessarie.

Il miglior contenuto esterno del mese

Manuali 2 - Dialoghi: un altro articolo di Gamberetta...

GridoTestimonial inquieto
Ci hai trivellato i coglioni con 'sta Gamberetta! Sei solo un patito!

Sì sono un patito di Gamberetta, su quello non c'è dubbio. Ma ti giuro che ci ho provato! Ho cercato sul web un altro contenuto giusto per variare, ma non l'ho trovato per questo mese. Se hai suggerimenti ti ascolto.
In ogni caso l'articolo di Gamberetta parla di dialoghi (ma dai?), non solo come gestirli ed editarli, ma anche come impostarli graficamente. La lezione è un po' troppo lunga per i miei gusti; preferisco lezioni più corte per assimilarle a un ritmo più semplice. Ma questo è il cosiddetto pelo nell'uovo, l'articolo è completo, comprensibile e ben fatto.

La storia migliore del mese

Dragon Age Origins: mi è piaciuto graficamente e anche come metodo di gioco anche se ho usato poco il menu tattico. La storia è buona, anche se preferivo quella di Mass Effect. I personaggi del party funzionano, anche se forse sono troppi, io ne avrei tolti un paio e sviluppato meglio gli altri. Le scelte morali sono interessanti, ma non arrivano al livello di The Witcher.
Un fattore molto interessante è il suo ToolSet, ne ho sentito parlare molto bene e potrebbe offrire molte possibilità per chi vuole provare a creare una storyline per videogame.
(Grazie Uriele)

I prossimi argomenti:
Questo mese pubblicherò una richiesta agli editori italiani. Poi, per passare da un estremo all'altro, spiegherò cos'è il patto con il pubblico. Infine lascerò una scheda con delle domande per mettere alla prova i personaggi che vuoi inserire nelle tue storie, per vedere se sono degni di essere creati.

A presto storyliner...

Plague Ship Sails into Korvosa by yanimator. Licenza Creative Commons Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 3.0.
Per arrivare alla meta ti toccherà salire sulla tua barca e DIRIGERTI IN MEZZO ALLA TEMPESTA… per seguire i tuoi sogni a volte sarai solo. La libertà ha i suoi rischi… ma hai un impegno nei confronti di te stesso. SEGUI I TUOI SOGNI… e abituati al fatto che molti non ti comprenderanno.


Credits:
Yanimator: autore dell'immagine "Plague Ship Sails into Korvosa" è proprietario del rispettivo copyright. Licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 3.0.
 

I tipi di premise


Se hai letto l'articolo sulla premise allora siamo a buon punto, ti prometto che oggi l'argomento sarà più facile. Partiamo subito.

Esistono tre tipi di premise.

Tipi di premise:
Reazione a catena: attraverso una serie di eventi ogni situazione porta a un altra che infine conduce a una risoluzione.
Doroty porta un micio abbandonato a casa, la madre di doroty si arrabbia e tratta male il marito, il marito se ne va di casa e inizia una rissa in un bar, un operaio in un bar subisce un trauma ma finge di stare bene, l'operaio il giorno dopo va a chernobyl e si dimentica di schiacciare il pulsante azzurro. Chernobyl esplode. Questa premise può essere riassunta in: Salvare mici abbandonati conduce a disastri nucleari.
Forze opposte: una storia dove due forze si affrontano e una delle due vince.
L'amore per la patria batte l'amore verso i diritti umani è un altro tipo di premise in cui due forze combattono tra loro. Si può anche fare in questo modo: l'amore per la patria contro l'amore verso i diritti umani conduce all'estasi. In questa storia potrai mostrare queste due forze che continuano a combattersi, prima magari tramite giornali, per poi passare agli scontri occasionali e finire nella guerra civile che porta il protagonista a lasciarsi andare per la prima volta.
Situazionale: Una situazione che colpisce tutti i personaggi e li trasforma. L'effetto della reclusione sugli esseri umani, nella storia puoi mostrare la vita della prigione e gli effetti che provoca su diversi tipi di personaggi.

Bisogna tra l'altro ricordare che OGNI storia ha UNA E SOLO UNA premise.

1 premise = 1 storia

Ma alcune strutture, come ad esempio i romanzi o i serial tv, sono abbastanza ampi da offrire spazio per raccontare più di una vicenda.
Se la vostra opera contiene più di una storia allora bisognerà gestire la multipremise. Per farlo ti servono degli strumenti per mostrare queste due vicende al pubblico in maniera 'ordinata'. Te ne presento tre.

- Vascello: è un legame che condividono tutte le storie. Un esempio potrebbe essere la vita di un uomo. Ogni storia sarebbe legata all'altra tramite il succedersi della vita di un uomo. O la storia di uno stato: il ciclo della fondazione di Asimov parla dello sviluppo di questa 'Fondazione', all'interno si vivono storie di diversi personaggi... tutti legati appunto alla fondazione. Un ultimo esempio potrebbe essere una conversazione. Tre sorelle si ritrovano a raccontare le loro storie, tutte diverse tra loro.

- Montagne russe: molto semplice. Basta cambiare storia tra una sezione e l'altra. Per esempio, in ogni capitolo puoi cambiare punto di vista, in uno mostri la storia di un personaggio che intraprende varie iniziative per fare carriera nella scuola degli stregoni, nell'altro mostri un personaggio di un'altra città che fa di tutto per rispettare gli ordini e cercare di fare carriera nella chiesa di un dio del sole. Punti di vista diversi per storie diverse.

L'importante è che le storie siano divise, perché se racconti due storie diverse NELLA STESSA vicenda allora stai usando un altro metodo:

- Intreccio: è il metodo più complesso, in pratica due storie diverse vivono gli stessi eventi e possono avere un impatto sull'altra storia. Si tratta di un subplot, e ne parlerò in un articolo dedicato perché è un argomento molto interessante (qui metterò il link all'articolo).

Koala, ©2007-2009 UrbaneRose.
Per gestire una multipremise bisogna avere senso dell'equilibrio. Il koala in questa foto NON è Camillo.

Infine per non confonderti voglio farti qualche precisazione.

La premise NON è l'idea basilare della storia.
Es: Uno storyliner un giorno si sveglia e decide che vuole scrivere una storia su uno gnomo che scopre come dominare gli elementali e decide di conquistare il mondo.
Si può capire che questa è solo un'idea di base perché da essa possono nascere vari tipi di storia. Si può usare un personaggio esterno che cerca di fermare lo gnomo o si può vedere lo gnomo che conquista il mondo... o anche qualcosa di trasversale, come un nano che sfrutta lo gnomo per guadagnare affari durante una guerra.

La premise NON è la morale della storia. Spesso un fantasy ha una morale: le persone buone battono i malvagi. Questa non è la premise, e tra l'altro vorrei farvi una richiesta: basta protagonisti eroici (lo stereotipo sempre buono) che battono il malvagio. Sarebbe meglio usare altri tipi di personaggi.

Articoli correlati:
Premise


Credits:
UrbaneRose: autrice della foto "Koala" è  proprietaria del rispettivo copyright. L'opera in questo articolo è stata utilizzata con il suo consenso.
 

Premise: l'anima della storia (avanzato)


A molti piace imparare le regole della fiction, non solo agli storyliner. E' qualcosa che incuriosisce e spesso molto facile da comprendere. Ma prima o poi si arriva alla sezione avanzata. Non è più facile, ci vuole un po' più tempo a comprenderla. Ma è comunque semplice. Questo sono le lezioni avanzate: semplici ma non facili.
La premise è un concetto abbastanza complesso da spiegare, ma una volta che l'avrai compreso diventerà semplice.
La premise è il cuore, il centro, l'anima stessa della storia.

In pratica la premise è la risposta alla domanda:

Di cosa parla questa (la tua) storia?

Molto spesso gli storyliner alle prime armi evitano l'argomento perché lo ritengono noioso, o addirittura lo considerano un limite alla creatività. Tra l'altro, per peggiorare la situazione, questo argomento è spesso confuso e malspiegato, cosa che lo rende ancora più indigesto a gente creativa come gli storyliner.

Ma non dobbiamo lasciarci fuorviare: la premise è UNA SFIDA alla tua creatività, è quel qualcosa che tiene unita la storia e la rende unica. Il rispetto della premise in una storia è il primo elemento che dimostra che stai diventando davvero bravo.

yeahstar
If you think of conflict as the gunpowder of storytelling, premise is the cannon.
James N. Frey

fire, ©2008-2009 SirDreamWorks

La premise essenzialmente è una presa di posizione, un'affermazione a cui si lega tutta la storia. Non ha importanza se l'affermazione sia vera o falsa, basta che sia interessante. In pratica devi affermare una determinata argomentazione.

Ad esempio, prendiamo questa affermazione: "la stregoneria distrugge i rapporti familiari".

La premise si lega a molti concetti visti finora, facciamo un breve ripasso di cos'è una storia per vedere come una premise si inserisce in essa.

La passione di un personaggio lo porta ad affrontare un conflitto principale che lo cambia fino ad arrivare a una conclusione.

1) La passione del personaggio è ciò che lo spinge verso quello che desidera, ne parlo in questo articolo. Data la nostra premise la passione del personaggio o dei personaggi sarà: la stregoneria.

2) Il conflitto principale della storia è l'ostacolo che separa il protagonista dal suo obiettivo, ne discuto in questo articolo. A questo punto il desiderio di ricerca della verità andrà a confliggere contro qualcosa. Data la nostra premise il conflitto principale potrebbe essere: la madre viene cacciata dalle città in cui si trasferisce perché credono che sia una strega.

3) Il cambiamento è l'evoluzione del personaggio durante la storia, causato dal conflitto. Ne parlo qua. La figlia, apprendendo la stregoneria per farsi rispettare, diventa malvagia.

4) Bene, ora siamo arrivati alla conclusione. (qua inserirò il link appena scrivo qualcosa sulla conclusione) E questa dovrà confermare quando dice la premise: La madre abbandonerà la figlia al suo destino perché odia le streghe.

In effetti, la premise può essere identificata anche in altre affermazioni, la breve storia che vi ho raccontato potrebbe benissimo confermare l'argomentazione: Gli esseri umani abbandonano le streghe al loro destino.

Ma sarebbe la stessa cosa perché anche questa affermazione riuscirebbe a racchiudere i 4 elementi sopra riportati.

Al contrario una premise come: Studiare la stregoneria rende malvagi. Non può funzionare in questo caso, perchè esclude la conclusione. (La conclusione è un fatto: la madre abbandona la figlia)

Provo a essere più sintetico:

Premise = quello che accade ai personaggi a causa delle loro azioni contro al conflitto principale.

Diciamo quindi che siamo riusciti a identificarla. A cosa serve?

La premise è essenziale per dare un senso di compiutezza alla vicenda. Senza la premise una storia sarebbe troppo dispersiva e si disintegrerebbe in una serie di eventi casuali che annoierebbero il pubblico.

La vita è caotica, frustrante, piena di eventi scollegati tra loro che escono dalle pareti. Invece la fiction deve essere organizzata, significativa e deve seguire un pattern. Una fiction deve avere un inizio una metà e una fine.

Ice Carving, by CoolB047. Licenza creative commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.0
E' importante definire la storia prima che si sciolga in una serie di vicende casuali

La vera funzione della premise arriva in fase di editing. E' lo strumento che ti permetterà di perfezionare e rifinire la storia. La utilizzerai come metro di giudizio per valutare tutte le parti della vicenda. Qualsiasi capitolo, conflitto, personaggio, scena, dialogo, descrizione... qualsiasi cosa che non rientra nella premise dovrà essere eliminata. Lo ripeto ELIMINATA.

Prova a farti la domanda: senza questa parte (o scena) la premise funzionerebbe lo stesso? Se la risposta è SI allora cancella quella parte (o scena).

Quindi, oltre a eliminare le complicazioni superflue, quando avrai finito la storia sarà utile rispondere a questa domanda.

L'affermazione della premise viene provata?
La risposta deve essere SI, altrimenti dovrai continuare l'editing della storia, fino a che la risposta sarà SI.

Non voglio fingere. La premise è un elemento molto complesso, ma è anche necessario. Quindi, presto o tardi ti domanderai... quando devo identificare la premise? All'inizio della storia, alla fine? O a metà?

Se leggi i libri che parlano di fiction riceverai decine di consigli differenti. Io ti suggerisco di non star lì troppo a pensarci all'inizio, meglio partire con i personaggi, sono molto più stimolanti... poi passa al conflitto.

Inizia pure a scrivere, non c'è bisogno di sapere da subito la premise (anche se potrebbe tornare utile). L'unica cosa che dovresti fare secondo me è farci caso ogni tanto. Prova a domandarti: quale potrebbe essere la premise di questa storia?

Se la risposta ti arriva prima della fine della storia... bene. Altrimenti potrai trovarla dopo. Va bene lo stesso.

L'importante è NON trascurarla.

Self-Made-Man-1, by Steven Erdmanczyk. Licenza Attribution-Noncommercial 2.0
E' bello crederci, ma una premise non si fa da sola...

Nel prossimo articolo ti spiegherò quali sono i tipi di premise, se hai superato questa lezione sarà molto più semplice.

Goditi la vita, storyliner... ovunque e ogni volta che puoi...
E congratulati con te stesso. Non sto scherzando, fallo. Se vuoi puoi anche regalarti qualcosa che ti piace, niente di eccessivo. Guarda qualcosa che ti piace, mangia un gelato... scegli tu, giusto per celebrare il tuo impegno. Se sei arrivato fin qui hai fatto un altro passo nell'arte della fiction. Stai diventando bravo :).

Articoli correlati:
I tipi di premise (suggerito, aiuta a comprendere l'articolo che hai appena letto)
Qualcosa per cui combattere


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