Fantasy Eydor
Comunicazione di servizio
A causa di alcuni contrattempi devo rimandare la pubblicazione del libro "L'ombra dell'incantatrice".
Secondo i miei calcoli il PDF sarà disponibile entro MASSIMO due settimane, spero prima. Successivamente valuterò in quali formati metterlo a disposizione.
Mi spiace per il ritardo, me ne assumo le responsabilità.
Eroi sociopaticiDISCLAIMER: questo articolo vuole parlare di neuroscienze (PNL) applicate alla fiction, non vuole avere riferimenti con la realtà Quando passo su boing boing di solito mi limito a leggere i titoli proposti, ma stavolta ho trovato un link molto utile come spunto che rimandava a un articolo intitolato Addicted To Being Good? The Psychopathology of Heroism di Andrea Kuszewski. L'articolo vuole confrontare eroi e sociopatici, valutandone similitudini e differenze. Ecco le caratteristiche che riporta: Sociopatico:
X-Altruist:
In poche parole hanno solo queste differenze: Bene. Rimaniamo nella fiction per non aprire idee troppo filosofiche. SECONDO ME SI SBAGLIA 1) Il low impulse control può essere normale in una ragazzina di 14 anni, ma né eroi, né sociopatici dovrebbero possederlo. Il cosiddetto impulse control (conosciuto anche come self control o forza di volontà) è quella capacità di non diventare vittima dell'impulso momentaneo per seguire il tuo scopo in maniera più efficace.
Con questo voglio dirti di creare personaggi privi di capacità emotiva? NO. Il protagonista dovrà combattere le sue emozioni: questo aumenterà il conflitto. E se vuoi far prevalere le emozioni può anche andare bene. MA l'emozione dev'essere forte per battere il self control del personaggio. MOLTO FORTE. Ad esempio se il personaggio non dorme da due giorni, sua figlia è stata rapita, e un suo amico non gli presta i soldi ALLORA e solo allora potreste farlo reagire tirando un pugno all'amico. Questo vale in linea di massima. Se volete creare un personaggio con poca capacità di controllarsi fate pure: il personaggio sarà più debole. Va benissimo, purché il conflitto sia equilibrato: gli ostacoli dovranno essere alla sua altezza. Non state creando un "eroe", ma solo un personaggio normale. ![]() Shane Vendrell (The Shield) non sa proprio controllarsi. Tre quarti dei casini della squadra d'assalto li causa lui: un creatore conflitti è perfetto per la storia. 2) Un sociopatico senza empatia apparirà idiota o pazzo. Senza un minimo d'empatia è difficile rapportarsi con gli altri. Tendenzialmente funziona così: più sei capace di metterti nei panni altrui più sei in grado di leggere il linguaggio NON verbale. Più riesci a leggere il NON verbale più sei abile a smascherare menzogne e a capire cosa vuole fare la persona che hai di fronte. 3) Internally driven o externally driven. Cioè reattivo o proattivo. Anche su questo sono in disaccordo. Un eroe potrebbe benissimo seguire un obiettivo personale che ritiene utile per il mondo (spargere il verbo della creative commons :p) e un sociopatico potrebbe benissimo reagire a un fattore esterno (maledizione Robin Hood vuole derubarmi per aiutare i poveri: devo REAGIRE!). 4) L'eroe definito dall'articolo della Kuszewski ha molte caratteristiche di una persona che ha bisogno dell'approvazione altrui e questa è un'altra caratteristica di personaggi deboli. Sul resto dei punti sono d'accordo, come sono d'accordo sul fatto che santi ed eretici hanno qualcosa in comune. In conclusione, se vuoi creare un personaggio FORTE dagli queste caratteristiche:
Per il resto è tutta scala di valori. Ciascuno ha la propria e basta fare solo delle piccole modifiche per crearne una piena di conflitti. Ne ho già parlato in questo articolo. Una scala di valori malvagia (contro i valori riconosciuti dalla nostra società) potrebbe essere: 1) La vita dei familiari Un personaggio con questa scala di valori può apparire forte e disposto a compiere sacrifici. Potrebbe dare la vita per suo figlio, ma anche spedire innocenti in prigione per difendere i suoi soldi; dipende da cosa gli fai affrontare. Ma la vita di uno storyliner non sono solo regole. C'è anche l'animus (ho pure creato una categoria apposita) e voglio darti un consiglio: Un punto di vista alternativo. Se la Kuszewski avesse ragione questo filmato (con pochi ritocchi) potrebbe diventare il manifesto della sociopatia. Credits:
GenerallyGemma: autore di AngerManagement Demotivator. Licenza This work is licensed under a Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0. Bibliografia
Dopo aver letto i miei articoli molto probabilmente ti sei reso conto che la fiction è un argomento molto vasto, e forse vuoi approfondirlo studiando anche altri punti di vista. Esistono molti libri che parlano delle regole di questo argomento. COSA VI CONSIGLIO? Smettetela di piangervi addosso. Scrivete un best seller di Renato Di Lorenzo. Lo so... il titolo assomiglia molto a una pubblicità "come perdere 20 chili in 20 giorni":p. Ma se riesci a superare il pregiudizio che causa un nome del genere leggerai un ottimo libro. Characters and Viewpoints di Orson Scott Card (inglese) Visto che il libro di Renato di Lorenzo ha una lacuna relativa al ‘punto di vista’ ti propongo questo libro. Characters and viewpoints analizza a fondo come creare e come far evolvere il personaggio all’interno della storia. Non solo. Questo libro spiega anche molto bene l’utilizzo dei punti di vista in un libro. Beginnings, Middles & Ends di Kress L’altra lacuna di Renato di Lorenzo è: come scrivere il finale della storia. Worlds of wonder - how to write science fiction & fantasy di David Gerrold (inglese - Amazon) Se volete scrivere un libro di genere fantasy o fantascienza questo libro è assolutamente da leggere. Breve guida all'uniformazione grafica di romanzi e racconti di Alessandro Cannella (italiano) Se sei uno scrittore ti sarai chiesto come deve essere presentato un libro. In questo link troverai un e-book da scaricare che spiega questo argomento in maniera dettagliata… ed è gratis! E’ molto semplice e scorrevole. Imperdibile. Writer Crash Test di Holly Lisle (inglese) In questo blog Holly legge parti delle storie dei suoi studenti e le commenta applicando le regole della fiction. I suoi video sono brevi, intensi e soprattutto molto utili. Holly fa anche corsi di fiction su internet, ma non li ho provati e non saprei giudicarli. How to write a damn good novel I e How to write a damn good novel II di James N. Frey (italiano) Non sono male come guide, peccato che siano due libri molto lunghi e di non facile assimilazione. Però approfondiscono molti argomenti richiamando libri del passato. Il prontuario dello scrittore, di Franco Forte (italiano) E’ un manuale molto elementare che parla anche di grammatica e uniformazione grafica… passa solo perché è breve e molto semplice, se sei un principiante può esserti utile.
Lezioni di scrittura creativa, della Gotham writers’ workshop (italiano) L’unico capitolo che vi consiglio è il secondo. Personaggi: contrasto e coerenza. Per il resto gli argomenti che affronta sono spiegati meglio negli altri libri che vi ho proposto.
Master di scrittura creativa, di Jessica Page Morrell (italiano) Mah… si fa leggere, è abbastanza corto e ripete concetti già visti negli altri libri proposti prima… ma magari è utile sentirli ripetere in un altro modo. Se proprio volete leggerlo fate pure, ma non è necessario.
Scrivere un romanzo di Donna Levin (italiano) Beh, se volete farvi un ripassino o provare a risentire regole che avete già studiato nei libri precedenti questo titolo può tornarvi utile. Plot di Ansenn Dibell (inglese) Idem come sopra. Spiega concetti già visti… e i libri sopra li spiegano meglio. Ma è un libro leggibile. Fino a qua ti ho presentato i libri che mi sono stati utili. Direi che dall’uno al quattro sono proprio necessari per la storia. Il quinto è altrettanto per l'impostazione grafica. Gli altri non fanno male... Ora invece vorrei consigliarti quali libri evitare, visto che ho già perso tempo io con loro ti consiglio di evitare di perdere anche il tuo. COSA É MEGLIO EVITARE? On writing di Stephen King (italiano) Non mi è piaciuto. Parla a lungo della vita di Stephen King e affronta argomenti davvero semplici. Se avete già letto i libri sopra questo non vi serve. Se invece volete conoscere la vita di Stephen leggetelo pure.
Come scrivere un racconto di Jack M. Bickham (italiano) Il metodo proposto da Bickham mi sembra un po’ vecchio e poco strutturato. I consigli che dà sono pochi e già visti. Manuale di scrittura creativa di Roberto Cotroneo (italiano) Vi consiglio di evitare questo libro. Oltre a dire poco niente è perfino noioso. Credits: rare124: autrice dell'immagine Idraaq (la prima) è proprietaria del rispettivo copyright. L'opera in questo articolo è stata utilizzata con il suo consenso. derechoaleer: autore della foto - dettaglio su flickr "Book Burning - Quema de Libros - St Dominic and the Albigenses". Licenza Creative Commons Attribution 2.0-en. Viaggio dell'eroe. Fase 3. Conclusioni...Dopo tanti spoilers siamo riusciti infine ad arrivare all’ultima parte del Viaggio dell'eroe (Hero’s Journey). Quindi prima di descriverti le ultime fasi mi sembra opportuno fare delle precisazioni: Questo schema di plot NON è obbligatorio. Ognuna delle sue fasi può essere utile, ma non necessaria. Certo, molte storie di successo hanno preso spunto da questo schema, eccone alcuni esempi: - Guerre Stellari Ma non tutte le storie di successo hanno utilizzato ognuna delle 12 fasi. Soprattutto se vuoi utilizzare queste strutture per un serial TV o un serie a fumetti sarà più difficile usare questo schema in maniera lineare (c’è lo stesso gente che lo fa, come ad esempio la serie TV My name is Earl). Non solo, a volte alcune storie hanno preso solo alcuni spunti dal Viaggio dell'eroe, creando qualcosa di nuovo.
Il viaggio dell'eroe è sicuramente uno schema molto utile e pieno di spunti, ma devi lavorarci su per evitare i cliché. Ma visto che siamo alla fine non ti faccio attendere oltre: eccoti la... TERZA PARTE: il ritorno I) La strada di casaDopo tutto il casino, è ora di tornare a casa e mettere a posto le cose. A questo punto l’eroe si rende conto che non è finita: deve ancora risolvere i problemi che hanno dato inizio alla storia. Così ritorna a casa, portando con sé le lezioni che ha appreso. Nota: Vogler afferma che in alcune storie l’eroe si ferma a questo punto e non torna al mondo ordinario, o altre volte invece di tornare va oltre, allontanandosi ancora di più dal Mondo ordinario. Anche nel re leone, il giovane Simba... [Spoiler!] II) Resurrezione (terza soglia). Probabilmente questa è la fase più complessa. III) Elisir: Giunti alla conclusione della storia, l’eroe possiede quel qualcosa in più che ha guadagnato durante il viaggio. Dopo essere sopravvissuto a tutti gli ostacoli e dopo aver affrontato un’esperienza di morte ritorna nel luogo dove è iniziato tutto, o forse continua il suo viaggio. La cosa certa è che ora il personaggio è una persona diversa e ha portato con sé qualcosa da condividere (come la Creative Commons :p) o un potere che gli permette di risanare la terra. Alla fine di Mass Effect... [Spoiler!]
Un’ultima cosa. Ho parlato di esperienza di morte e di scontri con degli ostacoli. Non è necessario che questi ostacoli siano fisici, possono essere anche psicologici. Pensa a Titanic (film molto dibattuto): alla fine Rose (Kate Winsleth) rimane in vita, ma è rinata diventando una persona completamente diversa.
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Viaggio dell'eroe. Fase 2: è ora di cambiare.Prima di passare alla seconda parte voglio approfondire le idee su cui si basa lo schema di Vogler e questa struttura di plot. Proverò a paragonare la prima parte del viaggio dell'eroe “
RICALCO = Riproduzione degli schemi al fine di creare Rapport In pratica la prima fase descritta da Vogler (la Partenza) tende a richiamare uno o più elementi che ognuno di noi potrebbe aver vissuto o stare vivendo, in modo da farci pensare: Sì… è proprio così che funziona. La vita reale è proprio come questa. In questo modo entriamo in rapport con la storia. Prendiamo l’esempio di Wanted. In questo modo lo spettatore SIMPATIZZA con il protagonista e si sente partecipe: entra nella storia. Proviamo a prendere un altro esempio per vedere se vale lo stesso ragionamento. Per ora abbiamo parlato di scene che rispiecchiano l'ambiente, piene di situazioni che riflettono la vita reale. Ma per aumentare l'impatto, si potrebbe ricalcare anche l’ambizione.
C’è anche chi punta a utilizzare personaggi con obiettivi poco chiari. Avete presente Twilight? [Spoiler! Twilight. Clicca per visualizzarlo]Twilight ha avuto un grande successo in quanto a vendite. Ma io vi suggerisco lo stesso di non prenderlo come esempio. Come ho già detto, vi consiglio di creare un protagonista con delle passioni: una persona che trascina la storia. Non uno che si fa trasportare come peso morto.
Bene, questo fase (iniziazione) mostra al pubblico la routine per poi spezzarla. GUIDA = condurre allo stato d'animo desiderato Quando uno storyliner riesce a ricalcarci per bene allora può guidare più facilmente le nostre emozioni, noi inconsciamente gli diamo corda. E’ come se gli dicessimo: d’accordo, fino a qui mi hai convinto. Adesso mi fido di te, finché continuerò a leggerti trascurerò la realtà e entrerò nel mondo che mi stai offrendo. Ora ascolterò la tua storia. Se uno storyliner ti fa entrare in un personaggio, be’… il suo lavoro lo sta facendo bene. E ora possiamo passare alla seconda parte. SECONDA PARTE: Iniziazione A) Le sfide, gli amici e nemici. A questo punto siamo arrivati al centro della storia. E’ ora di presentare gli amici e i nemici del protagonista bisogna presentarglieli, oltre a mostrare COSA sanno fare. Se ti dico Team Seven e le sue prime missioni ti viene in mente qualcosa?
A questo punto l’eroe si trova di fronte a un luogo molto pericoloso, e si ferma un istante a prepararsi prima di accedere a questo luogo (fisico o simbolico). Se avete letto i Mangiatori di Morte di Micheal Crichton avrete presente il momento in cui... [Spoiler!]C) L’Ordalia. A questo punto il protagonista deve affrontare la prova più difficile. Spesso la sorte gli volta le spalle e si trova in una situazione QUASI senza uscita dove deve mettere a frutto tutte le sue abilità. D) Ricompensa. Finalmente l’eroe ha superato la prova, dimostrando di aver imparato qualcosa e festeggia la sua vittoria. La vittoria non è completa e a volte i festeggiamenti sono brevi, ma l’unica cosa importante è che il protagonista ha dimostrato di saper utilizzare i suoi nuovi poteri e ha ottenuto qualcosa. Guerre stellari, quarto episodio (il primo uscito). [Spoiler!]Il nostro amico Lucas ha studiato a fondo il viaggio dell'eroe e i lavori di Campbell (su cui si è poi rifatto lo schema di Vogler). Articoli correlati: Credits: piliko: autore della foto mirroring on park bench è proprietario del rispettivo copyright. L'opera in questo articolo è stata utilizzata con il suo consenso. Tags:
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Testimonial grande osservatore
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