Citazione
Dio mi guardi dalla perfezione, il peggior genere letterario che esista.
Léautaud, Paul

Fantasy Eydor

Comunicazione di servizio


A causa di alcuni contrattempi devo rimandare la pubblicazione del libro "L'ombra dell'incantatrice".
Secondo i miei calcoli il PDF sarà disponibile entro MASSIMO due settimane, spero prima. Successivamente valuterò in quali formati metterlo a disposizione.

Mi spiace per il ritardo, me ne assumo le responsabilità.

 

Eroi sociopatici


DISCLAIMER: questo articolo vuole parlare di neuroscienze (PNL) applicate alla fiction, non vuole avere riferimenti con la realtà

Quando passo su boing boing di solito mi limito a leggere i titoli proposti, ma stavolta ho trovato un link molto utile come spunto che rimandava a un articolo intitolato Addicted To Being Good? The Psychopathology of Heroism di Andrea Kuszewski.

L'articolo vuole confrontare eroi e sociopatici, valutandone similitudini e differenze.
Gli eroi (che Kuszewski chiama X-altruist) sono personaggi che agiscono SEMPRE nell'interesse degli altri o per il "bene comune", mentre i sociopatici sono quelli che agiscono SEMPRE nel proprio interesse.

Ecco le caratteristiche che riporta:

Sociopatico:

  • low impulse control
  • high novelty-seeking (desire to experience new things, take more risks, break convention)
  • no remorse for their actions (lack of conscience)
  • inability to see beyond their own needs (lack of empathy)
  • willing to break rule
    externally driven

X-Altruist:

  • low impulse control
  • high novelty-seeking
  • little remorse for their actions (would “do it again in a heartbeat”)
  • inability to see past the needs of others (very high empathy)
  • willing to break rule
    internally driven

In poche parole hanno solo queste differenze:
A) la capacità empatica, cioè la capacità di mettersi nei panni degli altri (che il sociopatico non possiede)
B) l'approccio alle situazioni reattivo (eroe) o proattivo (Sociopatico).

Bene. Rimaniamo nella fiction per non aprire idee troppo filosofiche.

SECONDO ME SI SBAGLIA

1) Il low impulse control può essere normale in una ragazzina di 14 anni, ma né eroi, né sociopatici dovrebbero possederlo. Il cosiddetto impulse control (conosciuto anche come self control o forza di volontà) è quella capacità di non diventare vittima dell'impulso momentaneo per seguire il tuo scopo in maniera più efficace.

AngerManagement Demotivator, by GenerallyGemma. Licenza This work is licensed under a Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0
Guidare autoveicoli. Un'abilità che mette a dura prova l'impulse control!

Con questo voglio dirti di creare personaggi privi di capacità emotiva?

NO. Il protagonista dovrà combattere le sue emozioni: questo aumenterà il conflitto. E se vuoi far prevalere le emozioni può anche andare bene. MA l'emozione dev'essere forte per battere il self control del personaggio. MOLTO FORTE. Ad esempio se il personaggio non dorme da due giorni, sua figlia è stata rapita, e un suo amico non gli presta i soldi ALLORA e solo allora potreste farlo reagire tirando un pugno all'amico.
Lo stesso vale per il sociopatico (o antagonista). Non fatelo reagire alle provocazioni solo perché s'incazza per un insulto di poco conto detto in privato.

Questo vale in linea di massima. Se volete creare un personaggio con poca capacità di controllarsi fate pure: il personaggio sarà più debole. Va benissimo, purché il conflitto sia equilibrato: gli ostacoli dovranno essere alla sua altezza. Non state creando un "eroe", ma solo un personaggio normale.

Shane Vendrell
Shane Vendrell (The Shield) non sa proprio controllarsi. Tre quarti dei casini della squadra d'assalto li causa lui: un creatore conflitti è perfetto per la storia.

2) Un sociopatico senza empatia apparirà idiota o pazzo. Senza un minimo d'empatia è difficile rapportarsi con gli altri. Tendenzialmente funziona così: più sei capace di metterti nei panni altrui più sei in grado di leggere il linguaggio NON verbale. Più riesci a leggere il NON verbale più sei abile a smascherare menzogne e a capire cosa vuole fare la persona che hai di fronte.
Se crei un sociopatico PRIVO di empatia diventerà una persona MOLTO facile da ingannare. Se invece gli darai l'empatia diventerà più forte. Vedi tu in base ai tuoi scopi.

3) Internally driven o externally driven. Cioè reattivo o proattivo. Anche su questo sono in disaccordo. Un eroe potrebbe benissimo seguire un obiettivo personale che ritiene utile per il mondo (spargere il verbo della creative commons :p) e un sociopatico potrebbe benissimo reagire a un fattore esterno (maledizione Robin Hood vuole derubarmi per aiutare i poveri: devo REAGIRE!).
In linea di massima colui che REAgisce difende lo status quo, mentre colui che Agisce tenta di modificarlo.

4) L'eroe definito dall'articolo della Kuszewski ha molte caratteristiche di una persona che ha bisogno dell'approvazione altrui e questa è un'altra caratteristica di personaggi deboli.

Sul resto dei punti sono d'accordo, come sono d'accordo sul fatto che santi ed eretici hanno qualcosa in comune.

In conclusione, se vuoi creare un personaggio FORTE dagli queste caratteristiche:

  • High impulse control
  • high novelty-seeking (desire to experience new things, take more risks, break convention)
  • little remorse for their actions (would “do it again in a heartbeat”)
  • willing to break rule
    e aggiungi anche: "Se ne sbatte di quello che gli altri pensano!"

Per il resto è tutta scala di valori. Ciascuno ha la propria e basta fare solo delle piccole modifiche per crearne una piena di conflitti. Ne ho già parlato in questo articolo.

Una scala di valori malvagia (contro i valori riconosciuti dalla nostra società) potrebbe essere:

1) La vita dei familiari
2) Il proprio patrimonio
3) La propria vita
4) La vita altrui
5) La libertà altrui

Un personaggio con questa scala di valori può apparire forte e disposto a compiere sacrifici. Potrebbe dare la vita per suo figlio, ma anche spedire innocenti in prigione per difendere i suoi soldi; dipende da cosa gli fai affrontare.

Ma la vita di uno storyliner non sono solo regole. C'è anche l'animus (ho pure creato una categoria apposita) e voglio darti un consiglio:
Avere bisogno dell'approvazione altrui è sbagliato (e anche poco sexy :p). Soprattutto per uno storyliner. Il pubblico vuole che tu fai scaturire emozioni, a loro piace quando dimostri coraggio.

Alcuni dei concetti che ho spiegato possono essere legati a determinate convinzioni e aver causato reazioni emotive; spero positive, ma non si sa mai. Ad esempio la Kuszewski mi è sembrata legata emozionalmente a quello che scriveva, legandolo anche a un riferimento della sua vita reale. Il mio consiglio è il solito: prendi ciò che trovi utile e lascia stare il resto.


Un punto di vista alternativo. Se la Kuszewski avesse ragione questo filmato (con pochi ritocchi) potrebbe diventare il manifesto della sociopatia.

Credits:
GenerallyGemma
: autore di AngerManagement Demotivator. Licenza This work is licensed under a Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0.
 

Bibliografia


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     Bibliografia GDR 
     Bibliografia VG   

Dopo aver letto i miei articoli molto probabilmente ti sei reso conto che la fiction è un argomento molto vasto, e forse vuoi approfondirlo studiando anche altri punti di vista.
In questo articolo ti presenterò dei manuali specifici che parlano di come scrivere un libro, quindi parleremo di un ambito in particolare cioè la scrittura di genere.

Esistono molti libri che parlano delle regole di questo argomento.
Sono convito che trovare quello che cerchi in tutto questo casino potrebbe non essere facile, per questo voglio offrirti i miei consigli.
Questa che ti presenterò è una specie di bibliografia di questo sito, dato che io ho imparato da queste fonti.
Alcune mi sono servite più di altre, per questo metterò ai primi posti quelle che mi sono state più utili e andrò in ordine di valore.

COSA VI CONSIGLIO?

Idraaq, ©2005-2009 rare124

Smettetela di piangervi addosso. Scrivete un best seller di Renato Di Lorenzo.

Lo so... il titolo assomiglia molto a una pubblicità "come perdere 20 chili in 20 giorni":p. Ma se riesci a superare il pregiudizio che causa un nome del genere leggerai un ottimo libro.
Renato utilizza i primi capitoli per motivare uno scrittore, successivamente analizza uno per uno gli argomenti inerenti la scrittura di genere.
E’ molto chiaro e diretto, ha perfino il dono della sintesi. Sono solo due gli argomenti che secondo me poteva spiegare meglio: i punti di vista e il finale della storia.

Characters and Viewpoints di Orson Scott Card (inglese)

Visto che il libro di Renato di Lorenzo ha una lacuna relativa al ‘punto di vista’ ti propongo questo libro. Characters and viewpoints analizza a fondo come creare e come far evolvere il personaggio all’interno della storia. Non solo. Questo libro spiega anche molto bene l’utilizzo dei punti di vista in un libro.

Beginnings, Middles & Ends di Kress Nancy (inglese)

L’altra lacuna di Renato di Lorenzo è: come scrivere il finale della storia.
Riguardo a questo argomento ci può aiutare Nancy Kress. In questo libro Nancy affronta vari argomenti, anche se è un po’ dispersiva. In compenso terza parte, in cui parla dei finali della storia, è la più completa tra tutti i libri che ho letto.

Worlds of wonder - how to write science fiction & fantasy di David Gerrold (inglese - Amazon)

Se volete scrivere un libro di genere fantasy o fantascienza questo libro è assolutamente da leggere.
David Gerrold è appassionato, si vede che gli piace l’argomento. Quando leggerete questo libro concentratevi sulle parti riguardanti la verosimiglianza, su come rendere credibile questo generi di storia.
La verosimiglianza è uno degli elementi principali in un libro di fantascienza, e lo è ancora di più in un fantasy. Utile… anzi, direi necessario per gestire storie e ambientazioni di questo genere.
Un suggerimento: saltate i capitoli dove parla di sesso e amore… David si lascia andare e se avete letto i libri prima saprete già come affrontare l’argomento. Inoltre questa è una recensione di Gamberetta sull'argomento.

Breve guida all'uniformazione grafica di romanzi e racconti di Alessandro Cannella (italiano)

Se sei uno scrittore ti sarai chiesto come deve essere presentato un libro. In questo link troverai un e-book da scaricare che spiega questo argomento in maniera dettagliata… ed è gratis! E’ molto semplice e scorrevole. Imperdibile.

Writer Crash Test di Holly Lisle (inglese)

In questo blog Holly legge parti delle storie dei suoi studenti e le commenta applicando le regole della fiction. I suoi video sono brevi, intensi e soprattutto molto utili. Holly fa anche corsi di fiction su internet, ma non li ho provati e non saprei giudicarli.

How to write a damn good novel I e How to write a damn good novel II di James N. Frey (italiano)

Non sono male come guide, peccato che siano due libri molto lunghi e di non facile assimilazione. Però approfondiscono molti argomenti richiamando libri del passato.
Questi sono i due libri con la bibliografia (relativa alla fiction) più lunga che conosco.
Molti concetti vi saranno ormai familiari. E’ un libro utile per farsi un po’ di cultura e ripassare concetti già visti.

Il prontuario dello scrittore, di Franco Forte (italiano)

E’ un manuale molto elementare che parla anche di grammatica e uniformazione grafica… passa solo perché è breve e molto semplice, se sei un principiante può esserti utile.

Lezioni di scrittura creativa, della Gotham writers’ workshop (italiano)

L’unico capitolo che vi consiglio è il secondo. Personaggi: contrasto e coerenza. Per il resto gli argomenti che affronta sono spiegati meglio negli altri libri che vi ho proposto.

Master di scrittura creativa, di Jessica Page Morrell (italiano)

Mah… si fa leggere, è abbastanza corto e ripete concetti già visti negli altri libri proposti prima… ma magari è utile sentirli ripetere in un altro modo. Se proprio volete leggerlo fate pure, ma non è necessario.

Scrivere un romanzo di Donna Levin (italiano)

Beh, se volete farvi un ripassino o provare a risentire regole che avete già studiato nei libri precedenti questo titolo può tornarvi utile.

Plot di Ansenn Dibell (inglese)

Idem come sopra. Spiega concetti già visti… e i libri sopra li spiegano meglio. Ma è un libro leggibile.

Fino a qua ti ho presentato i libri che mi sono stati utili. Direi che dall’uno al quattro sono proprio necessari per la storia. Il quinto è altrettanto per l'impostazione grafica. Gli altri non fanno male...

Ora invece vorrei consigliarti quali libri evitare, visto che ho già perso tempo io con loro ti consiglio di evitare di perdere anche il tuo.

COSA É MEGLIO EVITARE?

Book Burning - Quema de Libros - St Dominic and the Albigenses, by derechoaleer. Licenza Creative Commons Attribution 2.0-en

On writing di Stephen King (italiano)

Non mi è piaciuto. Parla a lungo della vita di Stephen King e affronta argomenti davvero semplici. Se avete già letto i libri sopra questo non vi serve.

Se invece volete conoscere la vita di Stephen leggetelo pure.

Come scrivere un racconto di Jack M. Bickham (italiano)

Il metodo proposto da Bickham mi sembra un po’ vecchio e poco strutturato. I consigli che dà sono pochi e già visti.

Manuale di scrittura creativa di Roberto Cotroneo (italiano)

Vi consiglio di evitare questo libro. Oltre a dire poco niente è perfino noioso.


Credits:
rare124: autrice dell'immagine Idraaq (la prima) è proprietaria del rispettivo copyright. L'opera in questo articolo è stata utilizzata con il suo consenso.
derechoaleer: autore della foto - dettaglio su flickr "Book Burning - Quema de Libros - St Dominic and the Albigenses". Licenza Creative Commons Attribution 2.0-en.
 

Viaggio dell'eroe. Fase 3. Conclusioni...


Dopo tanti spoilers siamo riusciti infine ad arrivare all’ultima parte del Viaggio dell'eroe (Hero’s Journey). Quindi prima di descriverti le ultime fasi mi sembra opportuno fare delle precisazioni:

Questo schema di plot NON è obbligatorio. Ognuna delle sue fasi può essere utile, ma non necessaria.

Certo, molte storie di successo hanno preso spunto da questo schema, eccone alcuni esempi:

- Guerre Stellari
- Matrix
- Il mago di Oz
- Alice nel Paese delle meraviglie
- Il re leone

Ma non tutte le storie di successo hanno utilizzato ognuna delle 12 fasi. Soprattutto se vuoi utilizzare queste strutture per un serial TV o un serie a fumetti sarà più difficile usare questo schema in maniera lineare (c’è lo stesso gente che lo fa, come ad esempio la serie TV My name is Earl).

Non solo, a volte alcune storie hanno preso solo alcuni spunti dal Viaggio dell'eroe, creando qualcosa di nuovo.

Al mualim
Al Mualim, personaggio di Assassin's Creed, all'inzio... [Spoiler!]

Il viaggio dell'eroe è sicuramente uno schema molto utile e pieno di spunti, ma devi lavorarci su per evitare i cliché.

Ma visto che siamo alla fine non ti faccio attendere oltre: eccoti la...

TERZA PARTE: il ritorno

I) La strada di casa

Dopo tutto il casino, è ora di tornare a casa e mettere a posto le cose. A questo punto l’eroe si rende conto che non è finita: deve ancora risolvere i problemi che hanno dato inizio alla storia. Così ritorna a casa, portando con sé le lezioni che ha appreso.

Nota: Vogler afferma che in alcune storie l’eroe si ferma a questo punto e non torna al mondo ordinario, o altre volte invece di tornare va oltre, allontanandosi ancora di più dal Mondo ordinario.


Anche nel re leone, il giovane Simba... [Spoiler!]

II) Resurrezione (terza soglia).

Probabilmente questa è la fase più complessa.
L’eroe si trova di fronte a una situazione di vita o di morte (spesso una copia dell’Ordalia). Ma la differenza è che questa volta qualcosa dentro di lui muore definitivamente... e l’eroe ritorna al mondo trasformato.
Uno storyliner a questo punto deve fare sentire al suo pubblico un’emozione specifica: il pubblico deve vivere un momento di morte e rinascita.

Andy Wachowski e Larry Wachowsk: i registi di Matrix. Alla fine del film... [Spoiler!]

III) Elisir:

Giunti alla conclusione della storia, l’eroe possiede quel qualcosa in più che ha guadagnato durante il viaggio. Dopo essere sopravvissuto a tutti gli ostacoli e dopo aver affrontato un’esperienza di morte ritorna nel luogo dove è iniziato tutto, o forse continua il suo viaggio. La cosa certa è che ora il personaggio è una persona diversa e ha portato con sé qualcosa da condividere (come la Creative Commons :p) o un potere che gli permette di risanare la terra.

Alla fine di Mass Effect... [Spoiler!]

Mass effect
Un po' di fantascienza fa sempre bene alla salute... e questo è il videogame con la storyline migliore tra quelli del genere fantascientifico.

Un’ultima cosa. Ho parlato di esperienza di morte e di scontri con degli ostacoli. Non è necessario che questi ostacoli siano fisici, possono essere anche psicologici.
Come può essere la sfida psicologica di una moglie che deve abbandonare il marito perché la tradisce ma di cui è ancora innamorata.
In questo caso l’episodio di morte e resurrezione potrebbe essere lei che scopre di non essere più innamorata. La morte di quel sentimento le permetterà così di rinascere. Senza dover (per forza) ammazzare nessuno.

Pensa a Titanic (film molto dibattuto): alla fine Rose (Kate Winsleth) rimane in vita, ma è rinata diventando una persona completamente diversa.

Fantastico Testimonial grande osservatore
L’unica cosa certa di Titanic è che se le due vedette non si fossero distratte guardando Leonardo e Kate la nave sarebbe riuscita a evitare l’iceberg!

Articoli correlati:
Viaggio dell'eroe. Fase 1: si parte.
Viaggio dell'eroe. Fase 2: è ora di cambiare.


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Per saperne di più:
Monomyth (english): descritto da wikipedia.
Christopher Vogler: descritto da wikipedia.
Il viaggio dell'eroe, di Christopher Vogler. Disponibile su libreria universitaria.

 

Viaggio dell'eroe. Fase 2: è ora di cambiare.


Prima di passare alla seconda parte voglio approfondire le idee su cui si basa lo schema di Vogler e questa struttura di plot.

Proverò a paragonare la prima parte del viaggio dell'eroe “LA PARTENZA” al sistema della Programmazione Neuro Linguistica (PNL) chiamato RISPECCHIAMENTO.

La PNL, tra le altre cose, viene utilizzata per evocare emozioni (stati emotivi) nelle persone e il "ricalco guida" parte con l’emulare un determinato atteggiamento dell’altra persona, una sua credenza o il suo linguaggio del corpo… o perfino la sua identità.
Lo scopo del ricalco è aumentare l'empatia con il soggetto al fine di creare quello che la PNL chiama Rapport.

mirroring on park bench,  ©2008-2009 piliko
Non farti ingannare... quando due persone utilizzano lo stesso linguaggio del corpo sono in sintonia. Le due donne che vedi stanno pensando la stessa cosa: non sono più disposte ad accettare storie mediocri.

RICALCO = Riproduzione degli schemi al fine di creare Rapport

In pratica la prima fase descritta da Vogler (la Partenza) tende a richiamare uno o più elementi che ognuno di noi potrebbe aver vissuto o stare vivendo, in modo da farci pensare: Sì… è proprio così che funziona. La vita reale è proprio come questa.

In questo modo entriamo in rapport con la storia.

Prendiamo l’esempio di Wanted.
A tutti noi è capitato qualcosa di spiacevole come avere un brutto lavoro, un capo negativo, una/o fidanzata/o che non era quella/o giusta/o o un amico/a che ti sta fregando (spero per te che non ti siano mai capitate tutte quante le cose insieme ;)).

In questo modo lo spettatore SIMPATIZZA con il protagonista e si sente partecipe: entra nella storia.

Proviamo a prendere un altro esempio per vedere se vale lo stesso ragionamento.
Luke nel quarto episodio di guerre stellari (il primo uscito) vive insieme a famiglia che lo tratta bene, ma che cerca di avviarlo verso un lavoro sicuro: il tipico posto fisso. Luke sta vivendo una vita piacevole, normale... le sue ambizioni si scontrano con la famiglia, ma dopotutto non sta male. Immagino che capiti a molte persone.
Sembra corrispondere.

Per ora abbiamo parlato di scene che rispiecchiano l'ambiente, piene di situazioni che riflettono la vita reale. Ma per aumentare l'impatto, si potrebbe ricalcare anche l’ambizione.
Noi esseri umani abbiamo dentro il desiderio di migliorare, e (spesso, ma non sempre) diamo la colpa a ciò che ci sta attorno se non riusciamo a ottenere qualcosa.
Per questo quando vediamo un personaggio lottare per raggiungere un obiettivo che condividiamo non solo simpatizziamo per lui, ma tendiamo anche a IMMEDESIMARCI. Soprattutto se gli ostacoli che incontra sono quelli che conosciamo.

Indeciso TESTIMONIAL SVOGLIATO:
Aspetta un attimo… ma io non so bene cosa voglio. Come faccio a condividere i suo obiettivi?

C’è anche chi punta a utilizzare personaggi con obiettivi poco chiari. Avete presente Twilight?

[Spoiler! Twilight. Clicca per visualizzarlo]

Twilight ha avuto un grande successo in quanto a vendite. Ma io vi suggerisco lo stesso di non prenderlo come esempio. Come ho già detto, vi consiglio di creare un protagonista con delle passioni: una persona che trascina la storia. Non uno che si fa trasportare come peso morto.
Non solo, credo che avere obiettivi sia importante anche per uno storyliner.

yeahstar
Ari Kiev
Accendete il vostro fuoco. Perseguite gli obiettivi che vi siete prefissi senza temere l'insuccesso, le critiche o la disapprovazione.

Bene, questo fase (iniziazione) mostra al pubblico la routine per poi spezzarla.
Insomma, la conosciamo tutti la routine, no? E tutti vogliamo sfuggirle…
Ma allo stesso tempo quando si tratta di abbandonarla proviamo un po’ di timore. E non a caso Vogler richiama lo schema rifiuto (paura di uscire dalla zona di comfort) e mentore (per dare coraggio) e quindi dal ricalco si passa alla

GUIDA = condurre allo stato d'animo desiderato

Quando uno storyliner riesce a ricalcarci per bene allora può guidare più facilmente le nostre emozioni, noi inconsciamente gli diamo corda. E’ come se gli dicessimo: d’accordo, fino a qui mi hai convinto. Adesso mi fido di te, finché continuerò a leggerti trascurerò la realtà e entrerò nel mondo che mi stai offrendo. Ora ascolterò la tua storia.

Se uno storyliner ti fa entrare in un personaggio, be’… il suo lavoro lo sta facendo bene. E ora possiamo passare alla seconda parte.

SECONDA PARTE: Iniziazione

 

A) Le sfide, gli amici e nemici.

A questo punto siamo arrivati al centro della storia. E’ ora di presentare gli amici e i nemici del protagonista bisogna presentarglieli, oltre a mostrare COSA sanno fare.

Se ti dico Team Seven e le sue prime missioni ti viene in mente qualcosa?


Il manga di Naruto non mi dispiace, invece i cartoni di Naruto mi sembrano troppo lenti... per non parlare degli episodi filler che fanno proprio vomitare. Tra l'altro... sai che Masashi Kishimoto prima di creare Naruto ha studiato moooolto a lungo le regole della fiction? Afferma addirittura di avere un quaderno con i suoi appunti e le tecniche segrete!

B) La caverna più profonda (seconda soglia)

A questo punto l’eroe si trova di fronte a un luogo molto pericoloso, e si ferma un istante a prepararsi prima di accedere a questo luogo (fisico o simbolico).

Se avete letto i Mangiatori di Morte di Micheal Crichton avrete presente il momento in cui... [Spoiler!]

C) L’Ordalia.

A questo punto il protagonista deve affrontare la prova più difficile. Spesso la sorte gli volta le spalle e si trova in una situazione QUASI senza uscita dove deve mettere a frutto tutte le sue abilità.
L’eroe rischia molto e potrebbe perfino morire. In ogni caso il suo VECCHIO IO morirà, e il protagonista si evolverà grazie all’Ordalia.

Il gladiatore (con Russell Crow)... [Spoiler!]

D) Ricompensa.

Finalmente l’eroe ha superato la prova, dimostrando di aver imparato qualcosa e festeggia la sua vittoria. La vittoria non è completa e a volte i festeggiamenti sono brevi, ma l’unica cosa importante è che il protagonista ha dimostrato di saper utilizzare i suoi nuovi poteri e ha ottenuto qualcosa.

Guerre stellari, quarto episodio (il primo uscito). [Spoiler!]

Il nostro amico Lucas ha studiato a fondo il viaggio dell'eroe e i lavori di Campbell (su cui si è poi rifatto lo schema di Vogler).

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Viaggio dell'eroe. Fase 1: si parte.
Viaggio dell'eroe. Fase 3: conclusioni...


Credits:
piliko: autore della foto mirroring on park bench è proprietario del rispettivo copyright. L'opera in questo articolo è stata utilizzata con il suo consenso.
 
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