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		<title>Show Don't Tell: 2 suggerimenti per migliorare</title>
		<description>Discussione Show Don't Tell: 2 suggerimenti per migliorare</description>
		<link>http://www.fantasyeydor.com/it/articoli/show-dont-tell-2-suggerimenti-per-migliorare</link>
		<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 16:42:12 +0000</lastBuildDate>
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			<title>RE: Show Don't Tell: 2 suggerimenti per migliorare</title>
			<link>http://www.fantasyeydor.com/it/articoli/show-dont-tell-2-suggerimenti-per-migliorare#comment-1034</link>
			<description><![CDATA[@ Luthando E' da 5 o sei anni che ho imparato le regole, e anch'io affronto queste situazioni quando scrivo. Ci sono frasi a cui devo stare attento e parti che riscrivo più volte. Non le vedo come un problema. Alle volte è l'editing è una fase un po' impegnativa, ma tutto sommato passa, non è la fine del mondo. Prego.]]></description>
			<dc:creator>drJack</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 14:50:11 +0000</pubDate>
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			<title>RE: Show Don't Tell: 2 suggerimenti per migliorare</title>
			<link>http://www.fantasyeydor.com/it/articoli/show-dont-tell-2-suggerimenti-per-migliorare#comment-1031</link>
			<description><![CDATA[Bè, non so che dire... Grazie mille per la disponibilità e la celerità! Tutto molto utile. Trovo delle difficoltà nel distaccarmi in modo così radicale dal mio "solito" modo di scrivere. A volte ho l'impressione che senza tutti quei kg di aggettivi, avverbi e senza una bella glassa di raccontato, la storia sia un po' "spoglia"... Mi rendo conto che si tratta solo di "brutti vizi", purtroppo però non solo in quello che scrivo io ma anche, nella maggior parte dei casi, in quello che mi capita di leggere. Credo che l'abitudine a una lettura raccontata e spesso "difettosa" tenda a far sì che quella qualità di narrativa divenga poi un metro di misura. Incontro anche difficoltà nel trovare delle soluzioni per rimpiazzare, ricollocare o eliminare tutta quella mole di raccontato, infodump, flashback, ecc, ecc... Mi sembra che sia tutto più chiaro e ben spiegato così com'è ora e, quando poi la storia si farà più complessa, ho il timore che possano sorgere delle incomprensioni nel lettore che non ha tutte le mie conoscenze riguardo l'universo, i personaggi e la trama. Dopo aver assistito a diversi dibattiti su questo blog e su quello di gamberetta, vorrei specificare che la mia decisione di sperimentare lo show don't tell (e regole annesse e connesse) è una scelta ragionata, non deriva da un "lavaggio del cervello" che, alcuni sostengono, sia in atto su questi blog con lo scopo di convertire le folle ai dogmi del credo religioso del "mostrato". Tutta questa nuova (per me) prospettiva mi sembra estremamente interessante e affascinante. Molti dei punti fermi tuoi e di gamberetta mi sembrano del tutto sensati e convincenti, altri meno. Il più sensato di tutti è il fatto di studiare, documentarsi e applicarsi per dedicarsi alla narrativa, dopodiché, grazie alla sperimentazione personale e anche al confronto con altre teorie e punti di vista, spero col tempo di trovare un mio stile. Comunque è ora di rimettersi al lavoro. Grazie ancora! Luthando]]></description>
			<dc:creator>Luthando</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 12 Aug 2011 17:53:56 +0000</pubDate>
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			<title>RE: Show Don't Tell: 2 suggerimenti per migliorare</title>
			<link>http://www.fantasyeydor.com/it/articoli/show-dont-tell-2-suggerimenti-per-migliorare#comment-1030</link>
			<description><![CDATA[@ Luthando Ciao! Prima di tutto allora complimenti per la tua voglia di imparare. La parte DOPO è decisamente meglio della prima. Purtroppo io le ho lette in sequenza quindi sapevo già di cosa trattava, mentre un lettore normale dovrebbe impiegare alcune righe prima di capire. Non so. A me sembra funzionare, ma la prossima volta lasciami solo quella definitiva ;). Detto questo, parliamo di un incipit, quindi volendo potresti velocizzarlo ancora di più. Ad esempio: Io salterei il cognome e lascerei solo Gizli. Non è sbagliata. Ma si può saltare. Il fatto che vede male tanto viene ripetuto nella frase dopo. Taglierei il come appartententi a qualcun altro. Si può farne a meno. Se vuoi tenere una similitudine cambiala in qualcosa di nuovo, il "come appartenenti a qualcun altro" mi suona di già visto. Erano illeggibili, erano impazziti è di nuovo tell. "Tutte le luci degli degli indicatori lampeggiavano xxx." Non so cosa mettere al posto di xxx perché io non so, nello specifico, in che modo brillino gli indicatori quando un velivolo ha perso il controllo. Scoprilo (o decidilo) e mostralo. "Abbandonata a se stessa" si opuò tagliare. Questo dovrebbe essere il flusso di pensiero di Gizli. Però non mi sembra in sintonia con il resto. Consiglierei di cambiarlo o tagliarlo. Le mani di chi? Hai cambiato personaggio e inserito un verbo (paralizzarono) che oltre a essere visivo richiama anche il lato sensoriale tattile attivo, ma non potremmo averlo, visto che Kraliyet non è il PDV. In sé non è sbagliato, ma mette un po' di confusione, magari si può risolvere cambiando verbo, oppure potrebbe bastare l'eliminazione del punto tra le due frasi per capire che si sta parlando dello stesso soggetto. Volendo puoi anche modificare il modo in cui lo shock di Kraliyet viene mostrato. L'aggettivo "furiosa" non mi sembra avere il minimo sindacale per essere un aggettivo accettabile. Va bene fino al "Non poteva essere vero." Il resto è un mini-flashback e lo taglierei, soprattutto così vicino all'incipit. I flash back sono, come si suol dire, un'arma a doppio taglio. Cerca di non abusarne. In definitiva a me non è dispiaciuto. La scena è scelta bene per iniziare.]]></description>
			<dc:creator>drJack</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 12 Aug 2011 11:33:36 +0000</pubDate>
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			<title>RE: Show Don't Tell: 2 suggerimenti per migliorare</title>
			<link>http://www.fantasyeydor.com/it/articoli/show-dont-tell-2-suggerimenti-per-migliorare#comment-1029</link>
			<description><![CDATA[Ciao! Per prima cosa voglio dirti che mi sto impegnando: sto studiando. Sto studiando sul tuo blog e su quello di Gamberetta, a breve passerò ai manuali interi da te consigliati. Ti ringrazio per gli utilissimi consigli, appunti, insomma con i veri e propri manuali che hai pubblicato qui. Purtroppo vivendo in un luogo di villeggiatura sull’oceano questo è il periodo peggiore per trovare del tempo per approfondire, leggere e scrivere, tutto va molto a rilento. Vorrei postarti un paio di cartelle per avere una tua opinione. Di che si tratta? Bè, come moltissimi "principianti appassionati di fantasy e sci-fi” ho scritto un romanzo, basandomi unicamente sulla mia esperienza come lettore. Pensavo che si potessero estrapolare dei modelli e delle “regole” dai classici di fantascienza, imparando a scrivere direttamente da quegli autori e da quei romanzi che negli anni mi hanno entusiasmato e che ho letto e riletto. Se mi è venuta voglia di rileggerli è perché nascondono dei segreti, no? Ti dirò: nella mia ignoranza sulle tecniche narrative & co. in questo modo qualche regola me la sono data… Poi ho chiacchierato con gente, ho scoperto dei siti e dei blog che trattano l’argomento e inevitabilmente il mio modo di vedere l’intero universo della scrittura è stato stravolto… Per fortuna :) Dunque le cartelle di cui ti parlavo sono le prime del mio romanzo in due versioni: PRIMA e DOPO. La storia di cui tratta il mio romanzo continua a piacermi, si tratta di riscriverlo assecondando la mia nuova visione dell’universo. Ti appiccico qui il PRIMA e il DOPO la dieta salutista. Se non pretendo troppo mi piacerebbe avere un tuo parere, poi continuerò da solo… no, non ti preoccupare, non farò il furbo: non ti posterò tutto il romanzo tre cartelle alla volta. Vorrei solo sapere da te se sto prendendo perlomeno la giusta direzione… Se non hai tempo e/o voglia e/o ecc… non me la prendo mica, continuerò a studiare e a seguire il tuo blog. Thanx Si tratta dell'incipit: PRIMA Era successo tutto troppo in fretta. Nonostante la preparazione e il rigoroso addestramento speciale, Gizli Ajan non aveva avuto la prontezza e tanto meno il tempo di reagire in modo adeguato. Si era semplicemente abbandonato dall’istinto primordiale di sopravvivenza. A dirla tutta non era nemmeno riuscito a capire cosa fosse accaduto là fuori, nello spazio aperto. Solo ora, mentre la navetta fantasma Hayalet precipitava ad una velocità vorticosa, scavando un tunnel attraverso le nubi oscure e corpose della Grande Macchia, i recentissimi accadimenti gli riaffiorarono alla memoria come pulsazioni crepitanti e remote di luci e suoni, aggrovigliandos i e confondendosi con un sibilo acuto e con la serie di immagini caotiche che gli balenavano davanti agli occhi. Cashus, uno dei suoi compagni, era appena morto a causa del tremendo urto contro la plancia di comando. La maschera di idrocristallo ossigenato che gli rivestiva il volto era andata in frantumi e la depressurizzazi one incontrollata della cabina lo aveva ucciso. Il suo corpo sembrava quello di un fantoccio snodato gettato al suolo e sbatteva da una parte all’altra, assecondando i violenti scossoni dell’abitacolo. Gizli Ajan, sballottato nel suo sedile imbottito e illuminato dall’intensa luce blu degli indicatori di stallo e di emergenza, era paralizzato. Non riusciva a reagire e non pensava ad altro se non a cosa fosse successo poco prima al di fuori dell’atmosfera del pianeta e a cosa gli sarebbe accaduto entro breve. Nonostante la depressurizzazi one dovuta allo scontro e all’avaria della strumentazione di bordo, causata dalle enormi interferenze magnetiche della Grande Macchia, avvertiva in un punto imprecisato dello stomaco, la fastidiosa pesantezza del senso di colpa per il proprio assoluto disinteresse nei confronti della terribile sorte toccata al compagno. Il fosco ventre dell’immensa tempesta magnetica li stava inghiottendo. Attraverso il parabrezza offuscato, si poteva vedere solo un buio tentacolare nel quale ogni tanto si spalancavano delle immense zone di depressione, fenditure grandi quanto fosse oceaniche, che esplodevano in luci abbaglianti scarlatte e color rosso sangue. Era tutto troppo frenetico per dar modo a Gizli Ajan di distinguere chiaramente cosa stesse accadendo fuori dall’abitacolo, nelle viscere della Grande Macchia. La sua mente era tanto smarrita e in preda al panico che più di una volta credette di intravedere nell’oscurità le sagome delle divinità appartenenti agli antichi miti pagani del suo pianeta, che narravano di lotte titaniche tra creature divine nei cieli. Fu proprio in quegli attimi che l’addestramento venne meno, affondato nei recessi oscuri dell’incubo che lo circondava avvinghiandosi con le unghie alla sua pelle. Per fortuna una minuscola parte della sua coscienza ancora sobria riusciva ad aggrapparsi a pensieri più lucidi, seppur fuori luogo. Pensava quanto fosse bizzarro e ingiusto passare in meno di un istante dall’euforia più totale per la riuscita della missione a quella situazione tragica e disperata. Insomma ce l’avevano fatta! Lui, Kraliyet e Crashus, i suoi due compagni, avevano portato a termine una delle missioni più temerarie e rischiose del Kral a?, la rete spionistica segreta del pianeta Bayt. [...] segue il flash back. Tutto raccontato, è ovvio… DOPO Gizli Ajan sciolse gli occhi dalla stretta in cui li aveva imprigionati. Una goccia di sudore colò dal sopracciglio sinistro e si insinuò repentina nella stretta fessura tra le palpebre. L’iride si bruciacchiò, la vista gli si appannò. Sbatté le palpebre con frenesia e l’azzurro brillante delle luci che rivestivano la console di comando si confuse in una nebbia cristallizzata che oscillava davanti ai suoi occhi. Sobbalzava sul sedile, la tuta attutiva gli scossoni. Sotto i guanti le mani erano intrise di sudore gelido. Erano stese davanti a sé, colte da un tremore incontrollato, come appartenenti a qualcun altro. Riprese a vedere con più chiarezza. Un ammasso di spie e indicatori lo bombardò di luci che lampeggiavano a un ritmo frenetico. Dispositivo per il volo intra-planetario, limitatore di incidenza, indicatore di stabilità, attenuatore di raffiche, tutti gli strumenti erano illeggibili. Erano impazziti. La barra di comando, abbandonata a se stessa, tremava senza controllo. I due indicatori di velocità e quota, allineati alla sinistra della barra di comando, non davano segni di vita. Sulla superficie di uno dei monitor brillavano le tracce appiccicose dei minuscoli frammenti di idrocristallo saltellanti, sporchi di un liquido carminio. Più in basso, sul bordo della console, si espandeva una grande chiazza di sangue fresco. Gizli Ajan si voltò. Lo stomaco gli si compresse, come risucchiato dall’interno. Deglutì a fatica la bile che gli era risalita fino in bocca quando vide Cashus. Un fantoccio snodato che sbatteva da una parte all’altra della cabina di pilotaggio. La maschera di idrocristallo ossigenato era in frantumi, schizzata di rosso dall’interno, il volto era tumefatto, squarciato e coperto di sangue. Cashus è morto! Non c’è più. Quel corpo è lui… Sul sedile accanto Kraliyet sobbalzava nell’imbracatur a di sicurezza. La testa del compagno era china e scattava lungo il quadro di comando di fronte a sé, i guanti correvano con movimenti nervosi da un angolo all’altro del quadro, sfiorando gli strumenti di bordo. A intermittenza le luci intense mettevano in evidenza la pelle lucida del volto, le gocce di sudore che crollavano dal naso, i muscoli contratti della mascella, le rughe stirate. Kraliyet sollevò il capo e sgranò gli occhi. Le sue mani si paralizzarono. Gizli Ajan seguì la direzione del suo sguardo. Là fuori le scie scure di nubi che avevano fino a quel momento solcato il parabrezza come serpenti di fumo erano svanite. Al loro posto si spalancò una fenditura immensa circondata da un muro denso di cumulonembi che mulinavano sospinti dalle correnti. Un fulmine globulare scarlatto si allungò all’interno della fenditura. Un’esplosione furiosa coprì le vibrazioni dell’abitacolo e il fremito degli strumenti di bordo. Una luce scarlatta pulsò all’interno di una nube lontana e illuminò lo squarcio di un rosso vivido. Altre scariche elettriche seguirono rapide la prima. L’avvallamento oscuro si trasformò in una fitta foresta di fulmini rosso vivo. Tuoni e lampi gonfiavano le nubi tutt’intorno. « Fai qualcosa, rovine sacre! » strillò Kraliyet. Gizli Ajan si voltò verso il compagno che lo stava fissando. Gli occhi fuori dalle orbite, le narici pulsanti. Scrollò la testa e tornò a concentrarsi sul quadro di comando di fronte a sé. Non poteva succedere. Il durissimo addestramento l’aveva preparato ad affrontare situazioni del genere. Stiamo precipitando, rovine sacre! Strinse i denti, sbatté i pugni sulla console e afferrò la leva di comando. Cashus è morto… Non poteva essere vero. Solo poco tempo – pochissimo tempo prima – stavano festeggiando. Erano sulla rotta verso casa. La leva di comando era rigida, gli dolevano i muscoli per le sollecitazioni. Il parabrezza si oscurò di nuovo, scie di fumo scuro ne solcavano la superficie. Erano riaffondati nel ventre della tempesta magnetica. Stavano precipitando eppure non riusciva a non domandarsi che cosa fosse accaduto là fuori, nello spazio aperto. [...] sarà seguito da un flash back, il più mostrato possibile ;) Muchas gracias ¡Hasta luego! Luthando]]></description>
			<dc:creator>Luthando</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 18:08:47 +0000</pubDate>
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			<title>RE: Show Don't Tell: 2 suggerimenti per migliorare</title>
			<link>http://www.fantasyeydor.com/it/articoli/show-dont-tell-2-suggerimenti-per-migliorare#comment-606</link>
			<description><![CDATA[Aggiornamento Ho aggiunto tra i link il nuovo manuale di Gamberetta sul mostrare: http://fantasy.gamberi.org/2010/11/18/manuali-3-mostrare/]]></description>
			<dc:creator>drJack</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 04 Dec 2010 15:40:49 +0000</pubDate>
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