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		<title>Eroi sociopatici</title>
		<description>Discussione Eroi sociopatici</description>
		<link>http://www.fantasyeydor.com/it/articoli/eroi-sociopatici</link>
		<lastBuildDate>Mon, 06 Sep 2010 13:28:43 +0000</lastBuildDate>
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			<title>drJack scrivi:</title>
			<link>http://www.fantasyeydor.com/it/articoli/eroi-sociopatici#comment-230</link>
			<description><![CDATA[1) Proattivo/reattivo La tipologia di obiettivo è una cosa, da dove viene un'altra. Capisco che qualcuno potrebbe dire: "se l'obiettivo glielo hanno dato allora lui sta reagendo alla ricezione dello stesso." Ma, per quanto logico, lo trovo forzato. Seguendo questo ragionamento tutto può diventare una reazione a qualcosa. E la proattività smetterebbe di esistere. In linea di massima provo a riassumere il concetto. Atteggiamento proattivo = andare verso Poi comunque ci saranno dei sottoeventi a cui bisognerà reagire. Atteggiamento reattivo = evitare che Poi comunque ci saranno dei sottoeventi in cui si potrà proagire. Altra domanda utile: Difende o attacca lo status quo? Un eroe positivo proattivo: Gert del pozzo (protagonista senza nome di Q). 2) Impulse control Riguardo ai "protagonisti fragili" penso che siamo d'accordo: una buona fetta di pubblico li apprezza e li richiede. E in sé non sono per forza sbagliati (purché abbiano qualche punto di forza e non siano completamente in balia degli eventi). Ma ci sono storie dove servono personaggi più maturi. Le storie di 24 non potrebbero avere come protagonista un personaggio debole o fragile. Lo stesso non andrebbe bene per le storie come the Witcher. Neanche nelle storie di China Miélville, e neppure in quelle di Steven Brust. In ogni caso anche i reattivi possono avere impulse control (e ai proattivi può mancare). Esempio: Jack Bauer. Difende lo Status Quo, ma controlla le emozioni.]]></description>
			<dc:creator>drJack</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 04 May 2010 17:47:47 +0000</pubDate>
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			<title>Tapiroulant scrivi:</title>
			<link>http://www.fantasyeydor.com/it/articoli/eroi-sociopatici#comment-229</link>
			<description><![CDATA[Riguardo il binomio reattivo/proattivo, c'è però da dire una cosa, sia riguardo l'eroe degli shonen, sia riguardo quello di diversi serial americani e di parecchi fantasy. Il suo modo di perseguire l'obiettivo è generalmente vincolato a un percorso che non si è scelto da solo, ma che è dettato da una figura esterna: il suo mentore, il suo Destino (spesso ma non sempre impersonato da una figura paterna o materna), etc. L'eroe ha sì un vago obiettivo che intende perseguire, ma il suo modo di muoversi verso l'obiettivo seguirà i dettami (più o meno precisi) di questa figura esterna. E' la differenza che corre tra Naruto e Sasuke: il primo svolge le missioni che gli vengono affidate, fa ciò che i suoi mentori di volta in volta gli dicono, segue più o meno il cammino ortodosso del Ninja della Foglia, il secondo invece si scontra presto con il suo ambiente natale e prosegue facendo di testa propria, in maniera più consapevole e meno 'guidata'. Comunque sono abbastanza d'accordo con quello che dici. Ritengo però che il modello recente di eroe 'young adult' punti molto su fattori come il low impulse control, il prevalere dell'emotività momentanea sul raziocinio, una debolezza caratteriale (che sarà però poi, per la gioia dei fan, coronata dal successo e da una maturazione interiore!!!!). Non ho qualcosa contro questo tipo di protagonista in linea di principio. Al massimo posso lamentare il fatto che nel corso degli anni questo prototipo si sia fossilizzato in modo tale che gli autori non sembrano più nemmeno troppo consapevoli di quello che stanno facendo, se non di star ricalcando un modello di sicuro successo: più volte ho provato l'impressione che sostituendo Naruto a Goku, piuttosto che a Inuyasha o Haru di Rave o altri, la storia sarebbe proseguita in modo identico (tic in più, tic in meno).]]></description>
			<dc:creator>Tapiroulant</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 04 May 2010 09:28:41 +0000</pubDate>
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			<title>dr Jack scrivi:</title>
			<link>http://www.fantasyeydor.com/it/articoli/eroi-sociopatici#comment-228</link>
			<description><![CDATA[Benvenuto Tapiroulant. Molti degli articoli di fantasy eydor sono stati ideati come evergreen :), quindi si possono commentare anche molto dopo alla pubblicazione. I lati deboli di Naruto sono molto più sottolineati nell'anime (e impoveriscono le storie soprattutto negli episodi filler), mentre il manga li presenta meno e meglio. Ma ho notato anch'io questa tendenza generale nei manga a sottolineare la componente infantile dei personaggi, però a volte la usano come maschera. Posso provare a prendere l'esempio di GTO. Onizuka (anime) mostra un sacco di lati infantili, ma quando si deve fare sul serio e prendere delle scelte è un personaggio molto maturo. Altro elemento da considerare è l'emozione. Usare le emozioni (come la passione) per seguire un obiettivo è una scelta proattiva. Un personaggio proattivo è qualcuno che usa le emozioni come vantaggio. Naruto ad esempio usa il desiderio di competizione verso Sasuke per diventare ogni giorno migliore, mentre Sasuke invece è spinto dalla vendetta. Inoltre confermo, i personaggi fragili attirano una buona fetta di pubblico. Non sono male a priori, basta dargli un po' di profondità e mantenere equilibrato il conflitto. Riguardo alle reazioni bisogna considerare l'insieme e soprattutto gli obiettivi principali dei personaggi. Tutti reagiscono agli eventi, ma bisogna vedere la direzione generale del personaggio. Adattarsi all'ambiente per raggiungere un obiettivo (e modificare così l'ambiente) vuol dire essere proattivo, adattarsi all'ambiente per cercare di amalgamarsi è reattivo. Poi c'è da considerare l'evoluzione del personaggio. Vic Mackey all'inizio è proattivo: vuole ottenere ricchezza. Poi diventa reattivo: vuole evitare la galera.]]></description>
			<dc:creator>dr Jack</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 03 May 2010 18:12:37 +0000</pubDate>
			<guid>http://www.fantasyeydor.com/it/articoli/eroi-sociopatici#comment-228</guid>
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			<title>Tapiroulant scrivi:</title>
			<link>http://www.fantasyeydor.com/it/articoli/eroi-sociopatici#comment-226</link>
			<description><![CDATA[A dire il vero c'è almeno una tipologia di eroe che mi viene subito in mente, ossia quello da shonen manga, di eroe che ricalca molto il modello di Kuszewski. Epigoni di questo modello potrebbero essere Goku, Naruto, Rufy (Rubber). L'eroe dello shonen manga perde facilmente il controllo quando viene commesso un torto nei confronti dei suoi valori, e reagisce in modo violento, iroso, per niente riflessivo. Anzi, l'enfasi viene posta dall'autore proprio sulla natura completamente emotiva del suo eroismo, sottolineando come l'eroe sia generalmente uno stupidotto, un'anima semplice, un bambino (anche anagraficamente ; ma non è necessario). Spesso non è la strategia, ma la forza delle emozioni a determinare la loro vittoria. Parimenti, questi eroi vengono presentati come bisognosi di attenzione e di riconoscimento sociale: da parte del loro maestro, dei loro compagni, etc. (questa caratteristica è accentuata particolarmente , e in senso drammatico, in Naruto; ma può trovarsi anche in tutti gli altri shonen che ho visto). Inoltre, gli eroi dello shonen spesso possono avere uno scopo principale (diventare hokage, trovare il tesoro leggendario, riunire le sfere, etc.); ma al di fuori di quell'obiettivo, e riguardo a tutto ciò che non è immediatamente correlato ad esso, tendono a rapportarsi in modo 'reattivo', ossia non fanno nulla di particolare, limitandosi a reagire bene o male a un'altra persona o evento a seconda che questo vada incontro o si scontri con la loro scala di valori. E mi sembra che anche gli eroi di alcune serie americane seguano questo pattern (penso a Clark Kent di Smallville, ma anche a Buffy). Non ci metto la mano sul fuoco perché non seguo molto le serie americane. Riconosco comunque che in genere questo modello di eroe è un modello piuttosto infantile, destinato ad un pubblico infantile (ossia il tipico lettore di shonen! Anche se One Piece non mi dispiace a volte). Un modello, quindi, che vuole offrire un personaggio sufficientement e fragile e, in un certo senso, disistimato dalla società nel quale l'adolescente medio possa riconoscersi. Quindi un modello abbastanza funzionale all'audience e spesso poco, come dire, 'sincero'. (se ti chiedi cosa ci faccio qui, ho trovato questo posto dal link sul blog di Zweilawyer! Quindi potresti trovare ogni tanto commenti postati a casaccio in vecchi articoli che hai scritto, per nessun'altra ragione che m'è capitato di leggerli)]]></description>
			<dc:creator>Tapiroulant</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 03 May 2010 15:49:05 +0000</pubDate>
			<guid>http://www.fantasyeydor.com/it/articoli/eroi-sociopatici#comment-226</guid>
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